Definita da molti critici “artista di eccezionale talento” Floraleda Sacchi si è da sempre dedicata al repertorio solistico e alla musica da camera per arpa cercando di sviluppare progetti originali e un personale modo di fare musica.
Ha suonato in importanti sale e festival in tutto il mondo, tra cui: Carnegie Hall-Weill Recital Hall (New York), Palazzo delle Nazioni Unite (New York), Gewandhaus – Mendelssohn Saal (Lipsia), Konzerthaus – Kleiner Saal (Berlino), Klang-Bogen (Vienna), Teatro Bibiena (Mantova), Sala Verdi (Milano), Teatro Valle (Roma), Matsuo Hall (Tokyo), Prefectural Hall Alti (Kyoto), Salle Varese (Lione), Gasteig (Monaco), Hypo-Kunsthalle (Monaco), Concerts de la Croix Rouge (Ginevra), Theatre Bellevue (Amsterdam), Gessler Hall (Vancouver), CBC - Glenn Gould Studio (Toronto), Emilia Romagna Festival, Festival Pontino, Lamspringer September, Rosegart Stiftung (Lucerna), ecc. confermandosi come una delle più interessanti ed originali arpiste sulla scena internazionale.
Dal 2008 è l’unica arpista al mondo ad incidere per DECCA (Universal Music) che ha pubblicato “Minimal Harp” un progetto per arpa sola definito “affascinate” da molti giornali, che include 8 prime registrazioni mondiali.
Nel 2010, Decca, ha pubblicato il CD "Harp Dances" dedicato a ritmi di danza e compositori spagnoli.
Tra le altre incisioni spiccano “Sophia Corri Dussek”, una monografia per arpa sola (2009, Tactus) e “Chiaroscuro” (2007, Amadeus Arte) in cui Flora presenta per la prima volta le sue composizioni.
Numerosi sono i compositori che le hanno dedicato brani originali (tra questi Nicola Campogrande, Peter Machajdik, Paolo Castaldi, David Clarck Little, Dimitri Nicolau, Gianluca Cangemi, Jean Chatillon, Luis Berenguer, Gianluca Podio) e le prime registrazioni eseguite (brani di Philip Glass, Michael Nyman, Giacomo Manzoni).
Tra il 1997 e il 2003 ha vinto l’eccezionale numero di 16 competizioni internazionali, tra cui: Concorso UFAM (Parigi), Gioventù Musicale Italiana, Rovere d’oro, T.I.M. (Roma), Concorso F. Schubert, Toronto Concerto Competition, Premio Galbiati (Milano).
Floraleda è stata ospite e i suoi CD sono regolarmente trasmessi da trasmissioni radio e televisive (di RAI, Mediaset, RSI, ORF, Dutch Radio, BBC, Radio France, ABC, Avro). Collabora spesso con attori in spettacoli teatrali. Dopo spettacoli di successo come “Viaggio sulla Luna” prodotto dal Planetario di Milano, Parole Alate (pubblicato anche in DVD e prodotto dall’Università degli Studi di Milano in cui collabora tra gli altri con Moni Ovadia e Umberto Ceriani), ha recentemente dialogato con Ottavia Piccolo per “Donna non rieducabile”. Questo spettacolo, dedicato alla giornalista Anna Politkovskaya, è stato trasformato da RAI 2 in film (con il titolo “Il sangue, la neve” diretto da Felice Cappa) e Floraleda ha recitato e composto le musiche. Il film presentato alla 66° Mostra del Cinema di Venezia è stato recentemente commercializzato in DVD (PromoMusic) ottenendo unanimi consensi.
Parallelamente alla musica ha studiato inglese, francese e tedesco e si è dedicata con successo alla fotografia e alla scrittura. In campo musicologico, ha pubblicato a 21 anni il suo primo libro, 220 pagine di studio sull’arpista inglese Elias Parish Alvars (1999, Odilia Publishing), autore per cui è considerata l’esperto mondiale, che ha ottenuto e il premio Harpa Award (Praga, 1999).
I suoi articoli sono apparsi in tutto il mondo su testate giornalistiche specializzate (American Harp Journal, Harpa, World Harp Congress Review) e ha curato olre 20 edizioni musicali per le edizioni Amadeus Arte e ha recentemente siglato un contratto di esclusiva con l’editore Ut Orpheus.
Sempre in campo giornalistico, la prestigiosa rivista americana Harp Column le ha dedicato la copertina e l’intervista del numero di Settembre-Ottobre 2009; Flora è l’unica arpista italiana e una delle poche europee ad aver ottenuto questo importante tributo.
Dal 2006 è direttore artistico del LakeComo Festival, una rassegna di musica da camera ambientata in luoghi storici lariani.
Floraleda tiene masterclass in Europa, Stati Uniti e Canada (Westminister College – Salt Lake City, Accademia Europea di Musica, British Columbia University - Vancouver, New York University, Conservatorio di Parma, Masterclass di Cervo, Masterclass di Camerino).
Nata a Como, si è dedicata nell’infanzia alla danza. Ispirata dai dischi di Annie Challan a suonare l'arpa, ha iniziato lo studio di questo strumento a 14 anni sotto la guida di Lisetta Rossi. Si è perfezionata con Alice Giles (Frankfurt a/M), Alice Chalifoux (Salzedo School, USA) e con Judy Loman (Toronto, Canada), che considera suo mentore.
Recensioni
E' stato interessante ascoltare Floraleda Sacchi solista con una grande orchestra in un brano [Pizzetti: Concerto per arpa] che valorizzava tutte sue le qualità liriche e la sua impressionante potenza sonora.
Nordkurier
La giovane arpista italiana Floraleda Sacchi si è dimostrata una vistuosa del suo strumento ed ha conquistato il pubblico con le sue interpretazioni chiare e brillanti come filigrane, che hanno abbracciato tre secoli di musica.
Johann Vollmar, Oberbadisches Volksblatt
Floraleda Sacchi strega l'anima.
Irene Krieger, Märkische Allgemeine Zeitung
Floraleda Sacchi ha qualità tecniche e spessore interpretativo. Dita agili, sicure, suono di rotonda, sempre morbidissima presenza, sono forse il tratto più distintivo del suo magistero tecnico.
Bernardo Pieri, Il Resto del Carlino
Il concerto a Carnegie Hall [Weill Recital Hall] è stato un messaggio al cuore e all'anima, quasi un'estasi musicale.
A. Ciappino, America Oggi
Floraleda Sacchi ha saputo creare suggestivi impasti sonori; ottima la padronanza tecnica e la flessibilità timbrica ondeggiante fra atmosfere impalpabili ed effetti sonori sorprendentemente pieni e sinuosi. Calorosissimo il consenso del pubblico.
D.M., Il Giorno
Floraleda Sacchi ha eseguito un concerto di notevole versatilità virtuosistica.
A.C., La Provincia
Commenti
Floraleda Sacchi è un'arpista di grande talento: possiede una profonda ed intelligente musicalità e un rara e valida postura allo strumento. Dotata di un bellissimo suono, ha presenza scenica e una tecnica sicura sempre messa al servizio della musica.
Alice Giles docente di arpa alla Camberra School of Music (Australian National University)
Floraleda Sacchi è una musicista intelligente e completa. Arpista eccellente, possiede capacità tecniche e interpretative che le permettono di suonare con arte e trasporto.
Judy Loman, insegnante (Curtis Institute, Philadelphia, USA)
Floraleda Sacchi dimostra eccellenti doti di facilità e scorrevolezza, tecnica e musicale, all’arpa.
Alice Chalifoux direttore della Salzedo School (Camden, Maine, USA)
Floraleda Sacchi è un'arpista completa con una personalità dinamica: è energica, intelligente, entusiasta e originale, qualità che contribuisco al suo meritato successo.
Judith Liber direttore artistico dell’International Harp Contest in Israele
Recensioni di CD
[In Minimal Harp] Sacchi ha un modo convincente di eseguire musiche varie, dando ad ognuna il suo risalto in temini di timbro e enfasi ritmica, e suggerendo similitudini implicite. Questo è un recital seducente, più che sgargiante, che offre sorprendenti, ma sottili, premi per un ascoltatore dalla mentalità aperta.
Art Lange, Fanfare
Penso che Floraleda Sacchi sia un'ottima esecutrice giustamente celebrata per i suoi successi e spero che registrerà ancora molta musica per arpa.
Rob Haskins, American Records Guide
"Minimal Harp" è assolutamente meraviglioso!!
Marvin Rosen, Classical Discoveries
La ricerca per l'essenziale ha spinto Floraleda Sacchi ad incidere "Minimal Harp": una sequenza di pagine per sognare in un CD che piacerà anche a coloro che amano linguaggi trasversali.
Giorgio Vitali, Famiglia Cristiana
"Minimal Harp" dà un piacere fisico prima ancora che intellettuale (ma poi... sono due realtà diverse?), e mostra quanto sia immenso e inesauribile lo spazio che si offre all'originalità e alla ricerca libera e autentica. Lei è una grande artista.
Quirino Principe, musicologo, giornalista e Accademico di Santa Cecilia
Il modo in cui Floraleda interpreta Philip Glass va oltre la meraviglia. Il brano che Nicola Campogrande ha composto appositamente per lei è una scintilla di genio. [In "Minimal Harp"] Ci sono compositori americani, slovacchi, nordici, italiani, ispirazioni orientali ed esperimenti occidentali, pezzi del 1912 e inediti appena composti. Eppure alla fine l’impressione che il disco comunica non è la solita noia del melting pot multietnico e pasticciato. Il progetto risulta perfettamente armonizzato e lontano da ogni cosa nota, quasi un incontro con un extraterrestre che ha rubato tutta la musica del mondo e l’ha risuonata secondo la sua curiosità e con la sua abilità.
Tommaso Labranca, Acid Jazz
In "Minimal Harp "convivono musiche che accarezzano l'orecchio, ma che nello stesso tempo rivelano sottili tematiche tecnicamente complesse, che Floraleda riesce perfettamente ad esprimere e trasmettere. Proprio in questo risiede la sua bravura, nel far sembrare facile quello che invece è intensamente complesso.
C.P., Il Corriere
Alcune esecuzioni di "Minimal Harp" suonano più rappresentative che mai. Sono convinto che gli estimatori di Glass, Cage e Pärt saranno stupefatti da queste interpretazioni.
Tokafi Magazine
È una delle apriste più conosciute nel mondo, grazie alla sua bravura. Ora ha realizzato "Minimal Harp" distribuito in tutto il mondo da Decca, un CD veramente bello e affascinante.
Alessio Brunialti, La Provincia
Il nuovo CD dell'arpista italiana Floraleda Sacchi per l'etichetta Decca è un programma affascinante tutto dedicato al novecento e alla musica contemporanea.
Gabriele Formenti, CD Classico
"Minimal Harp" è un'arpa solitaria, chiara e tersa e una collezione di musica che è un sogno fatto minimale.
Gloria Chiappani Rodichevski, Morfoedro
Rachmaninoff torna alla memoria come compositore che fu al tempo stesso grande esecutore. Non ha senso paragonare la sua musica a quella di Floraleda Sacchi, ma, anche solo per il fatto che il CD "Chiaroscuro" è molto più di un dignitoso esercizio di composizione, il paragone non è nemmeno del tutto sbagliato.
Tobias Fisher per Tokafi Magazine
"Suite en Duo" invita a pensare
che ci sono ancora CD che vale
la pena acquistare anche solo
per la duttilita' di arpa e flauto che,
gia' dal primo ascolto, si sente bene quanto siano guidati da
interpreti affiatatissimi, due che pensano prima di suonare.
Giumart per il Caffe' Letterario
Cerco di condensare le mie sensazioni dopo aver ascoltato la sua registrazione delle "Sonate di Krumpholtz" in una sola frase: l'effetto della sua musica è magico, e tale da trasportare chi ascolta verso altezze e idee difficilmente raggiungibili.
Quirino Principe, musicologo, giornalista e Accademico di Santa Cecilia